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Trekking, Hiking ed Escursione: differenze

Novembre 9, 2017

Cerchiamo di fare luce su questi tre termini (Trekking, Hiking ed Escursione) spesso utilizzati in maniera errata come sinonimi, ma che in realtà si riferiscono a concetti ben diversi anche se spesso confondibili.  Alla fine siamo giunti alla conclusione che non importa come lo chiami, l’importante è uscire di casa e camminare.

   Trekking

Questo è il termine più diffuso per indicare l’attività di camminare in mezzo alla natura, ma anche quello utilizzato più impropriamente, perché con il termine “trekking” si indica il camminare su percorsi “selvaggi (boschi, sentieri, montagne…) rimanendo a pernottare fuori, in tende, amache o rifugi di fortuna. Proprio per questa caratteristica non possono essere considerate come trekking tutte le attività che durano meno di un giorno.

   Escursionismo

Con il termine “escursionismo” si intende l’attività di camminare “esplorando” percorsi. Tali percorsi posso essere noti o sconosciuti: la componente di esplorazione di questa attività motoria è ben gradita da chi la pratica. Generalmente vengono utilizzati i sentieri segnalati dal CAI (Comitato Alpino Italiano) per costruire i propri percorsi intersecando tratti di sentieri o sentieri interi. Per “escursione” si intente quindi camminare lungo un determinato percorso, più o meno lungo, che non impieghi più di una giornata. Nell’escursionismo all’attività fisica in sé si unisce l’amore per la natura e quindi chi lo pratica, non solo si tiene in forma, ma riesce anche a rilassarsi ed a scaricare lo stress.

   Hiking

L’hiking è un’attività motoria molto simile all’escursionismo con l’unica differenza che l’aspetto “sportivo” è predominante rispetto alle componenti naturalistiche e paesaggistiche che sono presenti nell’escursionismo.

Vieni a passeggiare in Paradiso

Cosa bisogna mangiare per camminare bene?

Ottobre 5, 2017

Sfatiamo un mito, fare trekking non è un’attività a basso sforzo ma ad alto consumo energetico.

Certo alla sua base c’è un gesto naturale come il camminare, ma lo si fa spesso per ore, superando dislivelli, ostacoli e sopportando cambi climatici e temperature.

Tutto questo deve farci riflettere sull’alimentazione prima, durante e dopo un trekking, perché abbiamo bisogno di molte energie, pronte all’uso e, allo stesso tempo, dobbiamo rimanere leggeri per muoverci agevolmente sul sentiero.

Proviamo ora ad elencare alcuni principi e punti sul tema dell’alimentazione per il trekking, cosa è meglio mangiare e quando, cosa invece è meglio riservare per altri momenti.

Ma cosa utilizza il nostro organismo quando camminiamo?

Iniziamo da una stima media sul consumo orario di kilocalorie quando si cammina su un itinerario con tratti in salita, il valore è intorno alle 450/500 Kcal/ora. Come tutte le medie, ce lo dice il termine, vuol dire che i valori oscillano tra due estremi che variano a seconda dell’allenamento della persona, dell’età, della difficoltà e molti altri fattori che incidono in un’esperienza outdoor.

Diciamo subito che si tratta di un consumo piuttosto elevato, ecco perché è importante che gli alimenti assunti siano altamente calorici ma, al tempo stesso, molto digeribili. Insomma meglio lasciare i cibi dietetici nel frigo per consumarli dopo un maratona della nostra serie TV preferita.

Ci sono diversi alimenti che riuniscono queste caratteristiche, ne elenchiamo alcuni:

  1. Cereali integrali.
  2. Frutta secca (mandorle, nocciole e noci).
  3. Frutta disidratata (Banane).
  4. Cioccolato (rigorosamente fondente)
  5. Barrette energetiche
  6. Frutta fresca e verdura (Importanti anche per mantenere l’idratazione e i sali minerali)
 Ancora un esempio di razione dell’escursionista, con cioccolato, frutta, pane integrale e frutta secca

Il primo pasto, il più importante

La colazione è uno dei pasti fondamentali della giornata, questo sicuramente ciascuno di noi lo ha sentito dire diverse volte. E’ ancora più essenziale quando abbiamo in programma di andare a fare una camminata, infatti questo pasto ci dovrà fornire quasi ⅓ delle risorse energetiche di tutta la giornata.

I principi da seguire rimangono sempre gli stessi, dobbiamo accumulare calorie e liquidi senza però appesantirci troppo, meglio farla un paio d’ore prima di iniziare la marcia così da avere il tempo di metabolizzare quanto abbiamo mangiato.

I nemici della gran parte delle diete in circolazione diventano gli alleati principali del trekker, specie a colazione: stiamo parlando dei carboidrati, fonti di energia pronta all’uso e che consentono di mantenere stabile l’indice glicemico.

I carboidrati si gli zuccheri “ni”

La leggenda narra che il camminatore debba sempre essere munito di cibi dolci e ricchi di zuccheri per avere una riserva energetica. In realtà non è proprio vero, infatti assumere troppi zuccheri nello stesso momento incrementa la produzione di insulina che ha il paradossale effetto di abbassare ill livello glicemico.

Per questa ragione è meglio mangiare cibi che contengano zuccheri ma siano anche ricchi di fibre e di liquidi, che ci permettano di mantenere stabile il livello glicemico.

Vi consigliamo di portare nello zaino frutta secca o essiccata, cereali integrali e frutta fresca. Visto che la stabilità glicemica e l’apporto calorico devono essere costanti, è meglio mangiare meno ma con maggiore frequenza, almeno ogni ora, in modo da rifornire di energie l’organismo mantenendosi al contempo leggeri.

 

Chi va in palestra si starà chiedendo: “ma le proteine?”

Sono importanti anche loro, per la stessa ragione per cui servono a chi va in palestra, ovvero a “riparare” i tessuti muscolari danneggiati. Oltre a questo, però, le proteine costituiscono, insieme ai grassi, una fonte energetica di riserva. Una volta terminati gli zuccheri, è da qui che il nostro corpo andrà a reperire le energie necessarie.

Le persone che seguono un’alimentazione vegetariana o vegana devono stare attenti a questo alimento, infatti le proteine vegetali hanno un valore biologico inferiore rispetto a quelle animali.

Siamo fatti d’acqua… idratiamoci!

Qua dobbiamo sfatare un altro mito, infatti molti credono che per idratarsi durante un trekking sia sufficiente una borraccia piena d’acqua fresca. Ovviamente è bene averla e berla ma non basta, infatti durante il trekking la sudorazione ci fa perdere non solo liquidi ma anche sali minerali.

Quando i liquidi nel nostro organismo scendono sotto il livello di guardia, i fluidi all’esterno delle cellule diminuiscono il volume e fanno sì che le terminazioni nervose si schiaccino e vengano sollecitate, questo provoca quelle contrazioni involontarie dei muscoli dette crampi.

Per questo è importante bere ad intervalli regolari, almeno ogni mezz’ora, per evitare che il nostro livello di idratazione scenda sotto i livelli di guardia.

Attenzione però, non beviamo solo acqua, come abbiamo detto la sudorazione ci fa perdere anche sali minerali e anche loro devono essere integrati, altrimenti rischieremmo di alterare il nostro equilibrio elettrochimico.

Possiamo portare nello zaino degli integratori di sali minerali, in commercio ce ne sono molti, da quelli pronti da bere fino alle bustine da sciogliere nell’acqua.

 

articolo di  Massimo Clementi

 

Camminare in montagna: straordinari benefici! (Shinrin-yoku – Bagno nella Foresta)

Luglio 31, 2017

Camminare in montagna: straordinari benefici!

Benefici per la salute, il corpo, la mente e lo spirito

I medici consigliano di fare regolare attività fisica, anche solo una camminata al giorno, ma se vi trovate in montagna i benefici saranno moltiplicati sia in rapporto all’altitudine che rispetto alla asperità dei percorsi. Tra i benefici che si possono avere c’è prima di tutto quello di perdere peso o comunque riuscire a mantenersi in forma.  Lo sforzo che comporta una semplice camminata in montagna permette di ottenere buoni risultati anche senza apportare grandi modifiche al proprio regime alimentare. La camminata di montagna la può fare chiunque, anche chi è in sovrappeso, con l’unica raccomandazione di intraprendere questa semplice attività fisica per gradi, sia per quanto riguarda la velocità che l’altitudine, in modo da dare il tempo al proprio corpo di abituarsi. In particolare camminare in montagna brucia intorno al 40% di grassi, a differenza invece di chi fa jogging in piano, dove il corpo attinge soprattutto alle riserve di energia che arrivano dai carboidrati.
Lo sforzo non è paragonabile tra i due tipi di attività, nel senso che correre ne richiede uno maggiore e quindi richiede “zuccheri semplici”, mentre nel camminare in salita per esempio riduce lo sforzo ma con ottimi risultati a parità di tempo.
In definitiva la camminata in montagna è ottima per eliminare gli accumuli adiposi perché l’energia impiegata sfrutta proprio le riserve dei grassi. Camminare nei percorsi montani spesso in salita è un buon modo per tonificare gli arti inferiori e i glutei. Ne beneficia quindi anche l’aspetto. Se poi volete usare anche i bastoncini sia per mantenere un migliore equilibrio che per alleggerire le forze esercitate su ginocchia e caviglie, farete esercizio anche con le braccia.
C’è un detto universalmente noto che dice che “l’aria di montagna fa bene” ed è assolutamente vero, perché ne beneficia a pieno l’apparto respiratorio e quindi anche quello cardiovascolare.
La camminata in genere, ma in particolare quella in montagna fatta regolarmente, previene tutte quelle malattie legate alla sedentarietà quali gli infarti, le ischemie, gli ictus, le trombo-embolie, ecc.
In particolare i valori pressori tendono a scendere, sia per quanto riguarda la minima che la massima, proprio grazie all’alta quota. Camminare in montagna infatti induce a metabolizzare i grassi in modo diverso tanto che ne risente positivamente anche il colesterolo, che si mantiene nella norma. Se prenderete questa sana abitudine noterete che la fatica avvertita le prime volte gradualmente sparirà, segno che siete riusciti a spingervi oltre la cosiddetta “soglia aerobica”, e sentirete sempre meno la fatica.
Alcuni la chiamano “montagna-terapia” quella di riunirsi in gruppi di massimo 10 persone che, attraverso le escursioni, riescono a sviluppare le proprie potenzialità emotive e a regolare la risposta psicofisica proprio in relazione ai benefici della montagna. In tal modo possono anche creasi legami molto profondi tra chi condivide l’amore per la natura e un percorso che con l’obiettivo del benessere
Gli esperti favoriscono quella capacità che i monti e il lago hanno di conferire uno stato di tranquillità a chi ha la fortuna di poterle frequentare o addirittura viverci stabilmente. Infatti essere circondati dalla natura, respirare aria con ossigeno rarefatto e pulito lontano dal caos e dallo smog cittadino, ascoltare lo stesso silenzio della montagna, è un esperienza che espande lo spirito e ci mette in contatto con il nostro corpo (Shinrin-yoku – Bagno nella Foresta).
Provate ad ascoltare il vostro respiro, ad avvertire il battito del vostro cuore, a sentire i profumi, il vento, i suoni stessi dei monti e avvertirete quanto può essere stupefacente ammirare il paesaggio che si trova intorno a noi. Vi sentirete fortunati ad avere questo privilegio. E’ molto probabile che una sensazione del genere sia avvertita soprattutto da chi non vive a contatto diretto con la montagna perché si reca periodicamente.  Uno tra i benefici della camminata tra i monti è proprio quello di riuscire a scaricare le tensioni accumulate nella vita quotidiana e di conferire uno stato di serenità, se non vera e propria felicità. La stessa combinazione di colori sui quali ci si sofferma e spaziare lo sguardo sono fonte di pace.  Il verde dei boschi e l’azzurro del cielo specie nella bella stagione, oppure i colori caldi dell’autunno tra il giallo e il rosso, conciliano quel riposo che coinvolge anche l’udito, spesso non più abituato ai suoni della natura. Il corpo infatti che si muove anche solo per una camminata stimola il cervello a secernere il cosiddetto “ormone della felicità” che è la serotonina (avete capito come si scatena lo “Shinrin-yoku” 🙂 ). Se abbinate gli splendidi paesaggi vi sarà facile allontanare lo stress e riequilibrare corpo e mente. Camminare in montagna è il modo migliore per vedere tutto sotto un punto di vista nuovo, diverso dal solito, così da farsi pervadere dalla tranquillità di questi
L’altitudine della montagna riserva di per se ulteriori benefici per particolari patologie, come per esempio l’allergia agli acari della polvere. In genere ne beneficiano tutti coloro che soffrono di patologie allergiche respiratorie e anche di l’asma, la composizione dell’aria stimola una maggiore ossigenazione dei tessuti. L’organismo infatti tende a produrre una maggiore quantità di globuli rossi che aiutano a camminare con meno fatica, perché i muscoli sono appunto più ossigenati. Fate caso per altro agli sportivi professionisti che preferiscono la montagna per i loro allenamenti, per riuscire a portarsi verso una forma fisica ottimale. Anche chi soffre di anemia potrà sentirsi meglio camminando per i sentieri di montagna e lo stesso vale per i bambini. In quest’ultimo caso la montagna può essere stimolante per quanto riguarda i bambini tendenzialmente inappetenti e iperattivi che attraverso il gioco, le camminate, e la stessa temperatura dell’aria, hanno uno stimolo in più alla fame e riescono a riposare meglio.
Non vi resta quindi che programmare le vostre Passeggiate in Paradiso,  per usufruire degli innumerevoli aspetti positivi di un’attività che di sicuro allunga l’aspettativa di vita.

Il piacere di Camminare/Correre immersi nella natura

Luglio 27, 2017

Camminare/Correre lontano dai campi sportivi e dai centri abitati è un vero e proprio sogno per ogni Camminatore/Runner. La natura, infatti, ha il potere di regalare un immediato senso di tranquillità, ma anche di aggiungere un pò di sfida alla camminata/corsa.

Camminare/Correre nella natura, ecco cosa cambia

La camminata/corsa nella natura, detta anche trail running, è amata dai Camminatori/Runner  perchè permette di rompere la monotonia ed uscire fuori dai soliti percorsi urbani. Qui, immersi nel verde, si è lontano dai centri sportivi e dalle strade urbane ricche di gas di scarico: il contatto con la natura permette di rilassarsi, “staccare la spina” per un attimo e di concentrarsi sul proprio passo e sui colori e rumori del’ambiente circostante. Tutti i Camminatori/Runner dovrebbero programmare una camminata/corsa nella natura, sia che si pratichi questo sport come amatore che come atleta agonista. Anche gli atleti più esperti, infatti, possono trovare nella camminata/corsa nella natura un’ulteriore sfida. Da un punto di vista fisico, Camminare/Correre su un terreno naturale e instabile, invece che su strada, costringe il corpo a ricercare continuamente l’equilibrio.
In questo modo, non solo si allena la propriocezione, ma si migliora anche la forza e potenza degli arti inferiori. La presenza di ostacoli naturali, come radici, piante o animali, impone dei cambi di velocità e di percorso costringendo a variare il ritmo della camminata/corsa. Inoltre, Camminare/Correre immersi nella natura regala l’emozione di cogliere suoni e profumi a volte dimenticati: fare una pausa guardando il panorama, ascoltando un uccellino o seguendo il corso di un fiume può aiutare a ripartire con la giusta energia.

Qualche consiglio per i Camminatori/Runner alle prime armi

Camminare/Correre sempre sullo stesso percorso e sulla stessa tipologia di terreno può essere noioso, ma anche rassicurante. Non ci si aspetta imprevisti e si conoscono, più o meno, le proprie prestazioni. Invece, quando si va a Camminare/Correre nella natura, bisogna mettere in conto alcuni fattori per non trovarsi del tutto impreparati.
Un percorso naturale prevede, come già detto, la presenza di ostacoli, dislivelli, terreni di diversa tipologia: bisogna essere preparati per affrontarli, ma anche avere un equipaggiamento giusto, come ad esempio delle scarpe adatte per il trail running con suole dentellate e protezione su punta e tallone. Per il corpo, infatti, è molto più impegnativo gestire il movimento su terreni instabili e irregolari: ad esempio, le articolazioni, quelle delle caviglie, sono molto più sollecitate. Soprattutto se si è alle prime uscite, è bene seguire i percorsi tracciati e non allontanarsi troppo per evitare di perdersi o trovarsi su sentieri molto impegnativi. L’abbigliamento per i Camminatori/Runner che desiderano Camminare/Correre nella natura deve essere coprente, per proteggere da arbusti, spine e raggi UV, ma anche traspirante.

By RunningMania

Bagno nella foresta (Shinrin-yoku)

Giugno 13, 2017

Bagno nella foresta (Shinrin-yoku): Una cura contro ansia, depressione e tensione

Non siamo nati per vivere costantemente in mezzo al cemento e al traffico

Siamo dominati dagli istinti, richiamo di un’essenza primordiale, che spesso tenta di prendere il sopravvento sulla nostra razionalità, infilandosi improvvisamente nei gesti ripetuti della nostra routine quotidiana. A questa spinta interna ed incontrollata, negli ultimi anni, si è data spesso una connotazione negativa, visto che questa parola è stata associata spesso, nel mondo dell’informazione, a fatti di cronaca.

Questa non è però una visione così corretta. Gli istinti giocano un ruolo fondamentale nella vita degli uomini, sono essenziali per la nostra stessa sopravvivenza. Molti di questi sono l’essenza stessa della vita umana, ne consentono la prosecuzione e l’evoluzione. Pensiamo all’istinto di vita, che è l’innato bisogno di creare, mantenere in vita ed ottenere gioia e piacere, principale fonte nell’uomo di energia creativa e positiva.

Agli istinti si devono anche le sensazioni provate durante un cammino totalmente immersi nella natura, tra i profumi, i colori e i suoni della natura incontaminata. Percezioni che accomunano tutti quelli che si trovano a passare del tempo, per esempio, in un bosco. I nostri sensi sono potenziati, perché ricevono stimoli nuovi e inediti, soprattutto per una civiltà abituata a passare gran parte del proprio tempo in un ambiente urbano o domestico. È l’effetto di rilassamento, di pace e di equilibrio che si prova quando si ascolta il rumore del vento tra gli alberi, quando si annusa il profumo delle foglie bagnate dalla pioggia oppure si toccano le punte degli alberi.

Le atmosfere del bosco in autunno sono ideali per Shinrin yoku

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Questo accade perché la natura riesce a far risuonare le corde dei nostri istinti primordiali, risvegliando il profondo legame dell’uomo con la natura. Questo spiega anche la sensazione che ciascuno di noi ha provato una volta tornato da un’escursione in montagna, che si traduce nel bisogno fisico di farlo di nuovo, di camminare nuovamente nella natura. Alcuni parlano di dipendenza, ma si tratta in realtà di un richiamo forte, che fa leva sul nostro IO più primordiale.

Ci sono alcune culture particolarmente attente al legame tra l’uomo e le sue origini che, nonostante il progresso, hanno saputo conservare intatta la memoria e il valore di alcune tradizioni benefiche per il corpo e lo spirito dell’uomo. Stiamo parlando del Giappone, una delle nazioni più evolute sotto il profilo delle tecnologia e della ricerca  scientifica, in cui le tradizioni antiche conservano intatte il loro valore anche nella vita e cultura contemporanea. Alcune di queste tradizioni sono state studiate e approfondite dalla scienza, diventando vere e propri strumenti di cura medica. Come nel caso della pratica dello Shinrin-yoku.

Ma cos’è lo Shinrin-yoku?

Ricordate quello che abbiamo detto poche riga sopra sull’esperienza dell’uomo nella natura? Si tratta proprio di quello!

Non è facile tradurre questo termine, rientra in quei concetti della lingua giapponese che hanno un significato unico, per rendere l’idea si potrebbe utilizzare “bagno nella foresta” oppure utilizzare il concetto di “ricevere benefici dall’atmosfera della foresta“.

In pratica questa terapia teorizza proprio gli effetti positivi derivanti da una completa immersione in un bosco o in una foresta. Un contatto con questi ambienti che però deve essere attivo e privo di distrazioni. È importante passare una giornata completamente immersi nel verde, concentrandosi sui suoni della natura, i suoi profumi, cercando il contatto con gli alberi e le piante, così da permettere a tutti i nostri sensi di affinare le proprie percezioni.

Vivere i suoni e i colori del bosco sono l’essenza del Bagno nella Foresta, praticato dai giapponesi

Sappiamo bene che camminare nella natura porta grandi benefici al fisico e alla mente. Ogni appassionato di escursionismo e trekking ha sperimentato sulla sua pelle il benessere che una giornata in mezzo ai boschi può portare. Anche la ricerca scientifica ha dimostrato gli effetti positivi di uno stile di vita incentrato sul cammino costante per il cuore, il diabete, l’apparato respiratorio e per sindromi ansiose e depressive.

Ma in Giappone si è fatto qualcosa di più, lo Shinrin-yoku infatti è stato oggetto di una vera e propria iniziativa di politica sanitaria e sociale da parte del Governo, che negli anni ha incoraggiato e promosso la pratica del “bagno della foresta”, spingendo i cittadini a dedicarsi a questa pratica con maggiore frequenza, cercando di rendere questa attività un uso diffuso nella popolazione. Anche i medici si trovano spesso a prescrivere lo Shinrin-yoku  ai propri pazienti, il ricorso a questa prescrizione è infatti particolarmente frequente in una popolazione, come quella Giapponese, contraddistinta da ritmi di lavoro molto elevati e da centri urbani molto popolosi e caotici.

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Ma quali sono i benefici dello Shirin-yoku?

Il bagno nel bosco, se praticato con una certa regolarità, è in grado di portare grandi benefici all’intera funzione immunitaria. Infatti un trekking o un’escursione in un bosco corrisponde ad una pratica naturale di aromaterapia e di stimolazione sensoriale. Diverse ricerche scientifiche hanno dimostrato come questa pratica possa ridurre in maniera drastica l’ansia, la depressione e la rabbia, andando ad influire direttamente sugli elementi scatenanti di queste patologie.

Negli ultimi anni la medicina è riuscita a dimostrare i meccanismi chimici e biologici che sono protagonisti degli effetti terapeutici e curativi dei bagni nella foresta, questi studi hanno portato alla conclusione che il benessere è dovuto agli oli essenziali, i fitocidi, che le piante rilasciano in maniera naturale. Queste fragranze e profumi, in particolare modo quelli emanati dalle conifere, conosciuti come “oli essenziali legnosi”, riducono il rischio di problemi psicosociali legati allo stress.  

Infatti le resine che gli alberi producono nel loro ambiente naturale, i boschi, sono per lo più costituite da terpeni. Queste sono molecole lipidiche protagoniste di moltissimi rimedi erboristici tradizionali. Gli ambienti naturali complessi, come i boschi, costituiscono un bacino incredibile di varietà di  terpeniche in base alla loro peculiare struttura e aroma, hanno funzioni positive molto diverse sul nostro organismo.

Una giornata di cammino in un ambiente montano o boschivo ci permette di entrare in contatto con moltissime varietà di queste sostanze naturali. Uno dei loro punti di forza è, infatti,  la grande biodisponibilità, che ci permette di assorbirli attraverso la respirazione, l’ingestione e oppure attraverso il contatto cutaneo.

 

L’azione combinata di queste varietà di terpeni agisce sulla pressione sanguigna, sulla diminuzione dello stress, oltre che sui meccanismo dell’ansia e della depressione, con un effetto distensivo e calmante.

Ecco perché Shinrin-yoku è prescritto, non solo per agire su stati ansiosi e depressivi, ma anche nel recupero da un intervento chirurgico o da una malattia, nel miglioramento del sonno e per l’aumento del livello di energia. Non solo, sembrerebbe in grado anche di intervenire su uno dei “grandi nemici” dei giovani oggi, vittime dello stress e della vita frenetica, ovvero l’ADHD cioè la sindrome di iperattività e l’incapacità d concentrarsi.

Il ricercatore Jose Antonio Correia, professore di Psicologia Ambientale presso l’Università Autonoma di Madrid, spiega che:

“Con l’avvento della società moderna le città hanno iniziato a rappresentare una sicurezza contro le possibili aggressioni della natura. Ora sappiamo che questo atteggiamento è sbagliato e che possiamo parlare addirittura di disturbi da deficit di natura: aumento dell’obesità, malattie respiratorie, carenza di vitamina D, stress… La città ci offre protezione e comfort, ma il nostro sistema nervoso non si è del tutto adattato all’ambiente urbano e sente dunque la mancanza di una stimolazione da parte dell’ambiente naturale che ha permesso la sopravvivenza della nostra specie”.

Secondo il ricercatore soffriamo di una sorta di analfabetismo riguardo alla natura e dovremmo ricominciare a vivere nel verde per sentirci meglio. Insomma, dovremmo prendere spunto dal Giappone e cercare di trascorrere più tempo camminando in un parco o in un bosco. Possiamo lasciarci incantare dalle meraviglie della natura e recuperare la nostra memoria ancestrale e i nostri istinti primari.

Certo, non è sempre agevole raggiungere un bosco o una foresta nella quale camminare ma, come ha sottolineato lo stesso Correia, possiamo sempre adottare una soluzione alternativa facendo una passeggiata in un parco cittadino, anche questi ambienti possono avere un’azione terapeutica, perché gli elementi naturali tipici dei grandi boschi possono trovarsi anche, proporzionalmente, in un’area verde cittadina.

Concludiamo con una citazione del filosofo Henry David Thoreau:

“Andai nei boschi perché desideravo vivere con saggezza, per affrontare solo i fatti essenziali della vita, e per vedere se non fossi capace di imparare quanto essa aveva da insegnarmi, e per non scoprire, in punto di morte, che non ero vissuto. Non volevo vivere quella che non era una vita, a meno che non fosse assolutamente necessario. Volevo vivere profondamente, e succhiare tutto il midollo di essa”, scriveva Thoreau in Walden.

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Giro d’Italia 16° Tappa Rovetta – Bormio

Maggio 20, 2017

23 MAGGIO 2017 / MARTEDÌ / 222 km / TAPPA 16
Tappone alpino di circa 5400 m di dislivello. Partenza da Rovetta (già città di partenza nel 2008) e dopo una prima parte in leggera salita fino a Edolo, si scala il Mortirolo da Monno (unico precedente nel 1990). Poi dopo un passaggio sull’arrivo a Bormio si scala il Passo dello Stelvio (Cima Coppi) per giungere a Prato allo Stelvio e Glorenza, sconfinare in Svizzera e affrontare l’Umbrail Pass che rientra in Italia a soli 3 km dalla vetta dello Stelvio e quindi ridiscendere a Bormio (che annovera già otto partenze e sei arrivi nella storia del Giro). Ultimi 20 km sostanzialmente in discesa. Giunti a Bormio poco dopo l’ultimo km svolta a U dove inizia la porzione piatta del finale. Da segnalare alcune curve a angolo retto fino all’ immissione nel rettilineo di arrivo di 100 m. Larghezza della sede stradale all’ arrivo 7.0 m, pavimentazione in asfalto.

Presentazione del libro “Una vita finita nel Lager di Bolzano”

Maggio 20, 2017

Giovedì 25 maggio 2017, presso l’Auditorium della Biblioteca “Giovanni Ruffini” Via Sant’Antonio, 8 a Costa Volpino, si terrà la presentazione del libro “Una vita finita nel Lager di Bolzano” di Bortolo Pezzuti a cura di Elisabetta Ruffini e Angelo Bendotti.
Saluti introduttivi:
Mauro Bonomelli (sindaco di Costa Volpino)
Giorgio Buffoli (Anpi di Lovere – Coordinamento antifascista Alto Sebino, Valle Camonica e valli bergamasche)
L’evento, ad ingresso gratuito, avrà inizio alle 20:30.

Cineforum del martedì – “Il diritto di contare”

Maggio 20, 2017

Martedì 23 maggio 2017 Il Comune di Costa Volpino, in collaborazione con il Cinema Iride Vega, organizza la rassegna “Cineforum del martedì”. L’ultimo appuntamento si terrà alle ore 21:00. In programma la proiezione del film “Il diritto di contare” di Theodore Melfi.
L’incredibile storia mai raccontata di Katherine Johnson, Dorothy Vaughn e Mary Jackson, tre brillanti donne afroamericane che, alla NASA, lavorarono ad una delle più grandi operazioni della storia: la spedizione in orbita dell’astronauta John Glenn. Un obbiettivo importante che non solo riportò fiducia nella nazione, ma che ribaltò la Corsa allo Spazio, galvanizzando il mondo intero. Le tre pioniere, superando ogni forma di barriera, sono state un modello d’ispirazione per generazioni.
Ingresso singolo € 6 – Abbonamento 6 film € 12

Cineforum da Oscar – “Man on wire – Un uomo tra le torri”

Maggio 20, 2017

La Commissione Biblioteca e Cultura del Comune di Pisogne vi invita martedì 23 maggio 2017 al secondo appuntamento della rassegna “Cineforum da Oscar”.
In programma la proiezione di “Man on wire – Un uomo tra le torri” di James Marsh, miglior documentario nel 2009, alle ore 20:45 presso la Sala culturale “De Lisi” a Pisogne in via Cavour.
Ingresso gratuito.